Intervista : Antonio Cucinotta

maggio 14, 2009
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riflesso in me antonio cucinotta
1.Ciao Antonio, benvenuto su Zonarock !. Hai da poco pubblicato il tuo nuovo full length “Riflesso in Me” (Sopra la copertina)interamente scaricabile gratuitamente sul tuo sito ufficiale. Come mai questa scelta?
Credo che ormai, la masterizzazione abbia determinato un verdetto molto pesante per il mercato della musica, tutta via il prezzo dei dischi non è cambiato.
Io passo gran parte della mia esistenza a raccogliere testimonianze, dei miei simili che cercano in tutto e per tutto, il modo per poter appropriarsi di un’opera senza pagarla.
Questa è una risposta, d’altro canto, io cerco di dare il massimo e per il momento la mia remunerazione, consiste nella cognizione che il frutto della mia opera sia stata divulgata e concepita come tale, nella sua originalità e nel significato che vuole esprimere, venendo incontro agli stati d’animo, alle emozioni, alle sensazioni e alle transizioni in cui gli ascoltatori possono facilmente riconoscersi.
2.Ascoltando i tuoi lavori si possono ascoltare molte contaminazioni nella tua musica dal pop al rap, rock ecc. Musicalmente a chi ti ispiri/ascolti?
Ascolto molto i Rammstein ma Sicuramente la band dei Litfiba si avvicina molto al mio cuore, stimo moltissimo il loro modo di esprimersi e di fare musica soprattutto Ghigo Renzulli ha tutta la mia ammirazione sia come uomo, perché ha mostrato una grossa personalità dopo la separazione con Piero Pelù, sia per la capacità che ha avuto nel scegliere due ottimi cantanti: Gianluigi Cavallo prima e Filippo Margheri adesso .Poi ricordo sempre che all’epoca di Insidia Tour quando la band si esibì sotto i riflettori di Video Italia proprio a Ghigo venne posta una domanda simile, riguardo ai suoi gusti musicali e la sua risposta trovò conferma nella band tedesca.
Tutta via, sono dell’avviso di non voler promettere niente a nessuno, cioè non parto dal presupposto di realizzare un’opera stabilendo anticipatamente il genere.È più produttivo e sperimentale farsi guidare dalla spontaneità realizzando dei prodotti non premeditati ma liberi.

3.Come nascono i testi?
Un buon ascolto della musica innanzitutto, come nell’etichetta di quei detersivi che ti dicono: per un effetto immediato sciacquare, risciacquare e ripetere.
In questa circostanza, io ascolto ripetutamente, sincronizzo l’espressività della musica e poi cerco di trovare l’estrinsecazione più consona per poter abbinare le parole alla prerogativa musicale accentuando i contenuti.

4)E’ passato un anno dalla pubblicazione (online) di “Oltre l’immagine” , se potessi tornare indietro modificheresti qualcosa? O ti ritieni completamente soddisfatto?
Ho poche regole per la mia vita, e una di queste è quella di non volgere mai lo sguardo al passato perché la mia convinzione e quella di aver vissuto in ogni aspetto soprattutto in quello artistico nel modo più consono, in quel contesto sono soddisfatto e mi auguro di nutrire sempre l’ambizione nel voler fare meglio e di più.

5)Hai nuovi progetti per il futuro?

Mi piacerebbe tanto girare un video clip, ma mi ritrovo attualmente impegnato a scrivere un romanzo mentre da poco ho finito compilare una nuova raccolta di poesie, tra cui la conferma che una delle mie liriche verrà pubblicata tra non molto in un antologia prodotta da una buona casa editrice.
6)Consiglia un disco ai lettori di Zonarock!
Vorrei consigliare una cosa po’ diversa, un disco che uscirà!, dalle anteprime del “five on line” il nuovo album dei Litfiba sembra promettere bene.
7)Consiglia una band ai lettori di ZonaRock!
Senza andare a citare band underground, consiglio, Litfiba e Rammstein
8)Cosa ne pensi della musica italiana in sè?
Della musica italiane in sé, c’è rimasto molto poco in termini di originalità, poiché non viene data la giusta importanza alla musica.
Si cercano sempre quelle canzonette sdolcinate, con tanto di: amore, amore e amore come per trovare un senso più opportuno per fuggire da questa realtà e buttare i problemi nel dimenticatoio.
Secondo me i problemi non si affrontano emigrando dal mondo ma combattendo il mondo, conoscendone gli apparati le nomenclature e i sistemi che possono assumere un’ immagine limpida per nascondere la metodica insidia.
Quando il rapporto con la musica diventa superficiale, i connotati emotivi non corrispondono più alle esigenze primarie di un tempo.
Ecco perché le band di oggi, cercano di clonare i miti del passato, perché una volta c’era più immediatezza
Artistica e meno riscontro materiale e questo posso desumerlo tranquillamente, vivendo questo stato in prima persona e per la scontentezza di non ritrovare nella maggioranza dei casi un’ esaltazione dell’arte ma degli squallidi fenomeni da baraccone.

Le domande son finite, ti lascio uno spazio libero per un saluto e /o commento
Grazie dello spazio ricevuto, vi auguro il meglio possibile per la vostra webzine.

Contatti:

Sito Ufficiale : http://www.antoniocucinotta.com


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